"Ama e fa' ciò che vuoi".

S. Agostino

domenica 9 ottobre 2011

C'era la musica, c'erano le parole

Oggi abbiamo ricordato con una bella cerimonia la nostra Anna Maria.
C'era il coro al completo, c'erano i suoi canti preferiti... al centro dello spazio, tra i banchi, uno sgabello con una rosa e la sua cartellina.
C'erano le parole.
Quelle che il maestro mi ha chiesto di dire. Che non so come ho fatto a far uscire da me. Le parole che mi hanno bloccata mentre leggevo il discorso che avevo appena scritto. Che hanno scatenato una sinfonia di fazzoletti tra il coro.

Anna Maria,
le prove sono ricominciate e nonostante non ti vediamo tu sei con noi: il tuo sorriso illumina le nostre sere insieme, è la luce rassicurante che ci accoglie quando entriamo in chiesa. Sì, il tuo sorriso. Perchè forse è ciò che di te ricorderemo meglio. La tua cartellina è fra le nostre e ci dice che non sei andata lontano: sei con noi, sei dentro di noi. Ti chiediamo di aiutarci ad intonare le nostre voci, le nostre vite, sulla nota della felicità, di guidare il nostro canto verso l'alto. Fa' che il nostro non sia un canto di lamento perchè ci sei stata tolta, ma un inno di gioia perchè abbiamo avuto la possibilità di cantare con te, di camminare con te. Canta con noi dal cielo, Anna Maria e non dimenticarti del tempo che abbiamo trascorso insieme.
Ti vogliamo bene,
                                                       
                                          il tuo coro

sabato 8 ottobre 2011

Vita sociale ampia

Al  momento sto passando più tempo con Leopardi, Euripide e Locke che con il resto del mondo.
Rendiamoci conto.

venerdì 7 ottobre 2011

La fine di una carriera



C'è un tempo per tutto... La mia dottoressa-organista da oggi è ufficialmente in pensione.
Venuta da una terra lontana, me lo ricorda la sua cadenza, armata di stetoscopio, fidanzato e musica, ha sempre lavorato nell'ospedale della città, si è innamorata della nostra terra e non l'ha lasciata più. Nonostante la conosca solo da qualche anno mi sento di farle i miei complimenti per una carriera difficile ed impegnativa ma, ne sono certa, umanamente arricchente ed emozionante. Donna di poche parole e molti fatti, personalmente non l'ho mai vista commuoversi (invece a prove io sono sempre con il fazzolettino in tasca perchè ci sono delle musiche che mi fanno venire su il magone); lei è una creatura forte, forse la più energica tra le mie donne del cuore.
A lei, oggi, il mio abbraccio più forte perchè ha concluso un percorso, perchè ha totalmente realizzato un sogno del quale, forse, avrà dovuto ricalibrare la mira. Chissà, magari una lacrima le sarà scivolata dalla guancia quando ha riconsegnato i suoi camici bianchi... ma nel cuore, camici o non camici, lo so, sarà sempre una dottoressa.
Auguri Giuseppina per tutto ciò che ora vorrai fare, per tutta la musica che suonerai, per tutti i cuori che, con il tuo abbraccio, continuerai a curare.
Con grande affetto e stima,
LaFlautista

mercoledì 5 ottobre 2011

LaFlautista e Giacomo Leopardi: discorsi sulla felicità

                                                               

Caro Giacomo Leopardi,
a scuola sto studiando le tue opere e mi sembra di capire che tu, alla felicità, non ci credevi molto. Ce lo fai capire in infiniti modi, inchiostro su inchiostro, metafore su metafore per dirci che non diciamo mai "sono felice" ma "sono stato felice" oppure "sarò felice". Forse per te è stato così, dal momento che per molto tempo hai guardato il mondo dai balconi di casa tua senza goderti la possibilità di stare insieme agli altri e di passare del tempo insieme a loro.
Però io, ieri sera, "sono felice" me lo sono detta eccome! Ieri sera sono tornati finalmente a prove anche Carlo e Nella, bloccati nel Salento per cause di forza maggiore. Rivederli è stata una festa.
Perchè quando sei tra coloro che hai a cuore, quando fai quello che ti piace fare, quando raggiungi un risultato per cui hai combattuto allora sei felice. Anche se dura come un battito di ciglia e poi devi ricominciare da capo. Però non importa, caro Giacomo. Ciò che conta è saper riconoscere questa felicità tra le pieghe della quotidianità. Essere in grado di fare questo, secondo me, significa vivere con consapevolezza. 
Con questo non voglio dire che tu hai vissuto a caso, ci mancherebbe. Semplicemente non hai scoperto la chiave di questo modo di vivere... 
Perdona il mio ubris di giovane studentessa, ma questa cosa proprio te la dovevo dire. 
Ciao, 
LaFlautista  

domenica 2 ottobre 2011

Nonni e nonne


Nonni soli, nella freddezza di una casa di riposo.
Nonne che odiano ricamare
Nonni tra l'allgria della famiglia.
Nonne in macchina.
Nonni aggiornati sui coputer.
Nonne che parlano al cellulare.
Nonni che studiano le tabelline coi nipoti.
Nonne che disegnano.
Nonni che si fanno belli per la messa della domenica.
Nonne che odiano le gonne.
Nonni che cucinano.
Nonne che regalano una collana preziona
Nonni che hanno visto la guerra.
Nonne ansiose.
Nonni che la guerra l'hanno fatta.
Nonne che coccolano il cane.
Nonni che accendono le stelle del firmamento.
Nonne, regine del mercato paesano.

Buona festa a tutti i nonni e alle nonne del mondo!

Lo studio della domenica

Lo studio della domenica è un po' assonnato ma rilassante. Puoi permetterti una canzone di Elisa o una sonata di Scarlatti. La maschera all'argilla mentre ripassi Leopardi e la crema alle olive sulle mani tra un esercizio di fisica e uno di matematica.
Lo studio della domenica è sempre sottovoce e mai ansioso. Ha sempre qualcosa di speciale, qualcosa di indefinito, che ti mette il sorriso anche se sei davanti ad una versione impossibile.
Lo studio della domenica è volontario, un atto di coraggio ma nello stesso tempo una coccola per il cuore.
Lo studio della domenica ha in sé il "santificare le feste" di giudaico-cristiana memoria, perchè fare qualcosa per sé stessi è una cosa santa.
Lo studio della domenica ha il sapore della crostata della nonna, della carne alla griglia del nonno, del vino buono sulla tavola.
Lo studio della domenica è la lentezza della penna sulla carta del quaderno.
Perchè oggi è domenica e domani non è ancora domani.

sabato 1 ottobre 2011

Oggi sposi: Bussola e Fab


Cari Bussola e Fab,
vi scrivo da lontano, da un condominio giallo immerso tra i campi di soia, con le pantofole ai piedi e un bicchierone di succo all'ananas vicino al mouse. Starete festeggiando, immagino...
Fab, sei emozionato? E chi fotografa oggi? Di certo, per questa volta, non puoi farlo tu! E tu, Bussola? Come stai? Ti trema un po' la voce? Immagino l'avessi messo in conto...
Siete marito e moglie! E ciò che voglio augurarvi è felicità, in qualsiasi forma essa si presenti davanti alla porta della vostra casa. Soprattutto vi auguro la capacità di riuscirla a vedere anche nei momenti di buio e di ritrovarla l'una negli occhi dell'altro.
Auguri di cuore, per oggi, per domani e per tutti i giorni che verranno. 
Così, semplicemente, col mio succo all'ananas, brindo a voi.
Bacini!