"Ama e fa' ciò che vuoi".

S. Agostino

mercoledì 18 agosto 2010

Fuochi

"Non è sagra senza fuochi". Da noi funziona così. Ieri sera sono andata alla sagra in un paesetto vicino al mio con un gruppo di amici. Bel posto, ottimo cibo, buona compagnia... e alla fine, dopo i tre botti di rito, lo spettacolo. Stelle di tutti i colori, comete dalle lunghe code, stelle cadenti vicinissime hanno illuminato a giorno la notte. Mezz'ora di spettacolo e chissà quanti soldi. Però che bello... Tutti col naso in sù come bambini, esasiati...
Notti d'estate.

domenica 15 agosto 2010

Una bomba in Paradiso...?


Succede. Succede che in un caldo pomeriggio di agosto arrivi una telefonata anonima in un commissariato di polizia. E succede che dall'altro capo del telefono ti dicano che ci sono quattro bombe che stanno per esplodere. E allora, in men che non si dica, fai evacuare 30000 persone, recuperi degli artificeri e setacci la zona anche con dei cani. Succede che le bombe, all'ora data, non scoppiano. Non scoppiano perchè queste bombe non ci sono. Succede, è un falso allarme. Succede, questo, a Lourdes. Oggi.

A me sono venuti i brividi. Un po' perchè ogni atto terroristico mi fa pensare a quanto vuote possono essere le persone. Perchè se non ti va bene qualcosa tu uccidi, o tenti di uccidere. Degli sconosciuti, per di più, gente che non hai mai visto in faccia. Gente con delle storie, delle vite completamente diverse dalla tua. Gente che, nonostante tutto, ama questo mondo e la sua quotidianità. Sistemare un ordigno, far crollare due torri con il preciso intento di ammazzare mi lascia esterefatta.

E mi sono venuti i brividi anche perchè meno di una settimana fa io ero lì. Ero lì. Io. Cosa avrei fatto se fosse successo a me? Come avrei reagito al pensiero di poter saltare in aria da un momento all'altro? Oggi a Lourdes c'erano milioni di persone. Milioni di persone intente a pregare in questa o quella chiesa, in fila alle piscine, in silenzio davanti alla grotta, sedute su una panchina dall'altra parte del Gave. E la maggior parte di queste persone, poco ma sicuro, erano sedute su una carrozzina o stese su una barella. Cosa dici a queste persone? Come glielo spieghi che forse c'è una bomba proprio vicino a loro? Oggi a Lourdes c'erano persone arrivate da mezzo mondo con la voglia di chiedere e sperare in un mondo e una vita più bella. Persone che hanno fatto la coda per passare la mano sulla roccia della grotta, che si sono messe in ginocchio a pregare per questo o quel parente che ha qualche malattia, è in coma o sta passando un brutto momento. Oggi c'erano persone che hanno pianto, davanti alla statua della Madonna, per una grazia ricevuta, perchè non volevano tornare a casa, perchè hanno perso tutto e sono andate a chiedere aiuto. Oggi a Lourdes la gente non ha avuto paura di piangere, di rivolgere una parola a qualche sconosciuto, di non essere compresa. Oggi a Lourdes la gente che c'era ha pensato di aver trovato il Paradiso sulla terra. Questo succede tutti i giorni, tutto l'anno, da 152 anni. Ma oggi a Lourdes questa gente ha avuto paura veramente, ha provato un po' di inferno, come se non bastasse quello che ha a casa. Non è successo niente. Grazie al cielo non è successo niente. Alla fine avranno guardato tutti con un sospiro di sollievo al cielo, con un senso di gratitudine enorme verso la Bella Signora. E anche il mio pensiero, adesso, corre fino a Massabielle. Corre fino a là perchè anch'io devo dire il mio "grazie": per non aver permesso che su questo angolo di pace si scatenasse la guerra.

giovedì 12 agosto 2010

Ritrovare la forza del sogno

Lourdes mi ha ridato la forza di sognare, questa volta. Avevo perso il motivo, la voglia, la determinazione di immaginare una vita, un domani ricco, un mondo migliore. Arrivata alla Grotta non sapevo più cosa chiedere; certo, sapevo per che cosa ringraziare, ma non mi veniva in mente niente da domandare. E' assurdo, è vero. Ma mi è capitato. Con Lisa, una signora dolcissima che ho adottato come zia, ho passato ore a ragionare su questo, a piangere sulla sua spalla perchè non capivo più niente, perchè la confusione mi aveva invasa. E lei, lei a ha capito dove stava il problema. Il problema era la confusione stessa che avevo in testa. Sto crescendo. E crescere porta tanti cambiamenti. I nodi sono normali. Lisa mi ha fatto capire di nuovo che la mia è un età fantastica, l'età dei sogni... Il mondo è mio, adesso. Adesso posso sognare la mia vita, posso provare a immaginare i miei prossimi cinquata, sessant'anni. Sono come una tartaruga che per la prima volta mette la testa sott'acqua e vede un mare pieno sì di pericoli, ma anche di tante meraviglie. Ho in mano tutto, ho le tasche piene d'amore, i polmoni ricchi di nuova aria, gli occhi pieni di curiosità, muscoli ricchi di forza, mani piene di vita. Mi si blocca il respiro solo a pensarci. C'è tutto; e io tutto voglio sperimentare. Ieri non torna, domani arriverà, oggi è un attimo da vivere pienamente. Zia Lisa mi ha fatto riscoprire questo. Me l'ha detto una sera, mentre eravamo sedute di fronte alla grotta e non riuscivo più a fermarmi di piagere sulla sua spalla. Lei mi ha riportata alla forza del sogno. E io qualche giorno fa ho stilato una lista di sogni da realizzare entro i prossimi conquant'anni. Sono sogni di tutti i tipi... grandi, piccoli, comuni a molti, insoliti... Da oggi io mi impegnerò a esaudire i miei "vorrei". Forse non riuscirò a concretizzarli tutti, ma spero, spero davvero che almeno qualcuno diventi realtà. Ho fatto delle fotocopie della mia lista e le ho sparse un po' per casa. Un giorno le ritroverò. A zia Lisa, anche se chissà se mai leggerà questo, va il mio GRAZIE più sincero, la mia gratitudine, per avermi aiutata a volgere di nuovo lo sguardo verso il cielo, nella speranza di scorgere una stella cadente.....

martedì 10 agosto 2010

Tornare nel mondo

Sono tornata nel mondo, oggi, dopo una settimana passata in un angolo di Paradiso nei Pirenei. Sono tornata portandomi dietro un carico di risposte, persone, affetto, nuovi amici e tanti bei ricordi che non avrei mai pensato di ricevere. Nonostante tutto è stato rigenerante. Nonostante qualche collega poco gentile, nonostante il servizio in refettorio e le taniche da riempire ogni giorno, nonostante il male alle gambe e la respondabilità di alcune ragazze. E' stato rigenerante perchè Lourdes è nello stesso tempo il luogo più vicino e più lontano del mondo e io mi sono sentita davvero parte di questo fantastico mondo. E' stato rigenerante perchè non ho avuto il tempo di pensare alle cose brutte che avevo lasciato a casa, perchè ho avuto come compagne di viaggio tante persone che mi sono state accanto sempre, soprattutto nei momenti di maggior bisogno. E' stato rigenerante perchè non ho avuto paura o vergogna di piangere sulla spalla di zia Lisa, perchè non mi è mai stato negato un abbraccio, perchè mi sono sentita utile, nel mio piccolo. E' stato bello, bellissimo, fantastico. Custodirò la forza, gli insegnamenti, le parole che ho ricevuto da questa settimana sensazionale e li porterò con me, sempre.

martedì 3 agosto 2010

"Stessa spiaggia stesso mare"

La mia valigia è quasi pronta, mancano solo le cose da mettere dentro all'ultimo momento. Domattina si parte. Destinazione? "Stessa spiaggia stesso mare". Parto lasciando a casa il mio flauto e persone per me importanti in questi viaggi, con le quali ho stretto una bella amicizia. Mi mancheranno, ma non sarò da sola, e questo mi conforta. Con me ci saranno altri compagni di viaggio con cui mi aspetto di condividere molti bei momenti. E allora mi voglio godere tutto il possibile di quest'ultimo anno da "baschetto", con gli imprevisti del caso, con le eventuali responsabilità che mi potrebbero aspettare, con tutto l'impegno per dare e fare il meglio. Con le mani e con il cuore. Penserò a voi, i vostri visi mi passeranno davanti agli occhi mentre, seduta sulla mia panchina dall'altra parte del Gave, mi concederò un attimo di tregua dal mio servizio.
Vi saluto, già col pensiero a domani in treno, cullata dal suo andare sicuro ma un po' traballante verso Lourdes... a presto... vado alla ricerca di emozioni forti.

lunedì 2 agosto 2010

Una domanda a bruciapelo

"Com'è possibile che dopo soli tre anni di distanza sembra che sia passata una vita dall'ultima volta che ci siamo visti come classe e quasi non ci riconosciamo più?" mi ha chiesto oggi una vecchia compagna delle medie.
Già, Giorgia, come risponderti? Superficialmente ti direi: "è la vita"; ma voglio andare più in profondità. Voglio dirti che è naturale, perchè la quotidianità, gli incontri, le esperienze, le scelte, le prospettive per il domani ci condizionano talmente tanto che se uno solo di questi elementi si modifica, di conseguenza cambiano le nostre relazioni; e creiamo e sciogliamo nello stesso tempo i rapporti con gli altri. Fa parte del gioco trasferirsi, scegliere un indirizzo di studi piuttosto che un altro e questo ti allontana dalla maggior parte delle persone con cui hai condiviso un'aula, qualche gita. Le persone con le quali prima avevi molta complicità ora le vedi in corriera e a malapena ti salutano, a volte può succedere il contrario. Cresciamo, scopriamo interessi, viviamo esperienze e incontriamo persone; tutto questo a poco a poco ci modella e un po' alla volta ci rende irriconoscibili agli occhi dei nostri primi amici. E' un po' triste, è vero, ma io lo trovo particolarmente interessante. Tutto questo ci arricchisce come persone! Agli occhi dei nostri vecchi compagni di viaggio forse rimaniamo gli stessi, perchè non ci hanno visto per tanto tempo, ma noi sappiamo che qualcosa è cambiato: siamo cresciuti, appunto.
...Continuiamo a camminare per la nostra via e, chi può dirlo, forse un giorno faremo ancora della strada insieme...

giovedì 29 luglio 2010

due piatti fondi, due piatti sparsi, una scodella...

Ieri sera, nella sede della mia associazione di volontariato, c'era un gran fermento. Il giorno della partenza si avvicina sempre più e quindi ci siamo trovati per impacchettare le stoviglie di plastica che useremo per mangiare in treno. Riassunto della serata: due piatti sparsi, due piatti fondi, una scodella, tre bicchieri grandi, un bicchiere piccolo, due posate, metti dentro il sacchetto, chiudi il sacchetto, butta dentro il sacco grande. Tutto ripetuto 570 volte. Ai piatti sparsi Paolo, ai piatti fondi Loretta e Diana, alle scodelle Gigi, ai bicchieri grandi Nadia, ai bicchieri piccoli Franco, ai sacchetti Roberto e Lina, alle posate io, alle chiusura dei sacchetti Chiara e Giorgia, al sacco grande Rosa. Funziona così, come una catena di montaggio. Una serata anomala, ma quanto divertimento! Mi piace l'associazione con cui lavoro. Certo, all'interno abbiamo anche noi le nostre liti, le nostre incomprensioni... Ma ciò che facciamo, le persone per cui lavoriamo, il Dio in cui crediamo, ci insegnano a passare oltre alle piccolezze, all'antipatia, a vantaggio del buon vivere insieme, del servizio fatto bene, con le mani e con il cuore. L'obiettivo, alla fine, è il fare bene del bene, rispettando i ruoli, certamente, nel rispetto reciproco, ma sempre con quel divertimento, la gioia di fondo, gli abbracci sinceri, che non possono mancare mai. UNITALSI quindi si può leggere in tre modi diversi: il primo: Unione Nazionale Italiana Trasporto Ammalati a Lourdes e Santuari Internazionali. Il secondo UNIT AL SI' per darsi da fare, per camminare insieme, per stare insieme. E infine il terzo, che mi piace di più: UNiti Insieme Trasportiamo Amore Là dove Sofferenza Imprigiona.