"Ama e fa' ciò che vuoi".

S. Agostino

mercoledì 15 maggio 2013

Io, onda


L'anno scorso, in questo periodo, aspettavo che  un'onda di ragazzi vestiti con maglie blu e sciarpe colorate si infrangesse sulla battigia della mia regione. Con l'incubo degli esami di maturità all'orizzonte, ero preoccupata, spaesata, non avevo idea di come muovermi e l'unica (ma più importante) certezza che avevo è che, qualunque cosa fosse successa, non sarei stata sola. Non sono sola non sono sola non sono sola. Ripetendomi questo mantra sono, anzi, siamo riusciti a portare a casa un bel successo. Quell'incontro mi ha lasciato tanti nuovi amici, tanti bei ricordi e la consapevolezza di avere capacità che non credevo di possedere.
E' dunque trascorso un anno durante il quale ho vissuto svariate esperienze, mi sono messa alla prova, ho conosciuto meglio i miei ragazzi e i meccanismi che tengono insieme questa enorme macchina. Insomma, sono cresciuta.
Oggi, dodici mesi dopo, di quell'onda faccio parte anch'io: vengo da lontano e sto per infrangermi sulle coste del mar Tirreno. Nella mia parte di mare c'è più di qualche rifiuto, sabbia e sassi, i pesci sono piuttosto rari, ci sono molte alghe marroni. Ho paura, molta paura: ho la sensazione che invece di sostenere le barche, queste vengono risucchiate giù e non so se sarò in grado di affrontare i venti contrari. Perché puoi avere quanta esperienza vuoi, ma ogni tempesta è uguale solo a se stessa.
Eppure, nella parte più profonda di me, sento la spinta ad andare laggiù, verso la costa che scorgo in lontananza.
E so che l'impatto con quegli scogli non farà male, ma sarà gioia vera.

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