"Ama e fa' ciò che vuoi".

S. Agostino

venerdì 24 giugno 2011

I compiti di scienze no!



NOOOooooooooooooooo! Le osservazioni della Luna e del Sole no!
E' arrivata la mail con i compiti per le vacanze dalla prof di scienze, la quale è fissata con le osservazioni di astri. Disegnare lo skyline che vedi dalla finestra della tua cameretta e stabilire orari nei quali osservare la posizione del sole e della luna, scegliere un giorno in cui si possa seguire il percorso del sole e della luna. Non sopporto queste cose perchè ci vuole costanza, se perdi un giorno di osservazione devi ricominciare dall'inizio... "Eh, ragazzi pensate che il pastore dell'Arcadia e il tipo babilonese si orientavano solo guardando il cielo, senza altre cianfrusaglie..." Sì, prof, affascinante... ma io non sono né un tipo babilonese né un pastore dell'Arcadia, perciò uso il GPS ;) .

martedì 21 giugno 2011

Azzurro







Sfogliando alberi e cespugli come fossero carta velina sopra una foto delicata, scopro questo mare ogni volta più azzurro. Geloso del cielo, gli ruba il colore e, amante ossessivo, non si stacca mai da lui.

domenica 19 giugno 2011

Incontri e piccoli riti

...caricare la corriera... appello... dormire... fermarsi in autogrill... mangiare... arrivare... sfilare... tenere in equilibrio il libretto... aspettare che finisca la messa possibilmente seduti e all'ombra... mangiare... suonare... ascoltare infiniti discorsi... cantare... ballare... gridare...
Gli incontri tra comunità funzionano sempre così.

Il matrimonio della mia maestra

Due mesi fa, nel mezzo di una delle mie burrasche, vedo fare capolino dalla buchetta della posta una busta bianca indirizzata a me. Salendo le scale provo ad indivonare la scrittura dall'indirizzo, la carta sembra pregiata e importante... ma non mi viene in mente il possibile mittente. Arrivo in casa e mollo giù borse e borsette per avventurarmi nella mia busta. Scopro con incredibile sorpresa un invito. Ma non un invito qualsiasi... un invito al matrimonio della mia maestra di italiano delle elementari! Ho pianto come una bambina per una buona mezz'ora per la commozione.
Così ieri è stato il GranGiorno. Sono partita dalla mia città in corriera nel mio bel vestito nuovo di zecca di mattina presto, ho girato un pezzo alla ricerca della via della casa della mia maestra ma alla fine sono arrivata. Ho ricevuto un'accoglienza degna di una regina: baci e abbracci da gente mai vista e dalla mia maestra (che sorpresa rivderla!), infinite domande riguardo la mia identità ("Ma tu chi sei?" "Sono un'ex allieva della sposa, è stata la mia maestra di italiano in prima, seconda e terza elementare."), grandi presentazioni di me da parte della mamma della mia maestra. Ho fatto conoscenza con i nipoti e i cugini vari, mi sono divertita. Ho partecipato ad una cerimonia toccante e ho mangiato benissimo. E proprio allora, tra una portata e l'altra, ho pensato. Ho pensato a tutte le volte che l'ho chiamata per avere un consiglio, una conferma ("Maestra, che scuola scelgo?" "Maestra, come mi hai insegnato a leggere?" "Maestra come posso aiutare un bambino dislessico?"), alle cose che mi sono capitate in questi dieci anni fisicamente lontano da lei, alle cose che le sono capitate in tutto questo tempo... Mi sono guardata intorno e ho scoperto di essere l'unica ex allieva al suo matrimonio. Mi sono sentita privilegiata, ricordata, importante. E' stata una gran bella sensazione.
E mentre lei se ne andava in giro avvolta nel suo vestito bianco parlando un po' con tutti, informandosi, chiedendo, mi è sembrato di essere in un altro posto, in un altro tempo. Lontano. In una scuola con le pareti bianche e blu e le porte gialle, in una stanza colorata di allegria, dentro al mio grembiulino nero, mentre la mia maestra, esile creatura, zampettava da una parte all'altra della classe per aiutarci a scrivere in corsivo. In quei giorni ci siamo conosciute, apparteniamo al passato, noi, ma non solo a lui. Siamo anche del futuro, un futuro che, maestra, ti auguro con tutto il cuore sia ricco di gioia e di nuovi sogni da condividere con colui che ami.
Auguri, caro Davide e cara maestra.
Siate contenti.

venerdì 17 giugno 2011

Necessarie frivolezze


Un vestito bianco, blu e marroncino... una borsa bianca... due tranci di margherita... un gelato alla ciliegia... un libro in biblioteca... un biglietto dell'autobus...

mercoledì 15 giugno 2011

Sopra le nuvole

Cara Ambra, dato che non riesco a commentare il post precendente, ho pensato di scriverne uno nuovo per rispondere alla tua domanda.
Semplicemente a volte il sole si nasconde dietro alle nuvole, perciò non lo vediamo. E mentre sotto si può scatenare il temporale sopra continua a brillare. Ciò che è importante ricordare è che il sole non smette di splendere mai, perciò dopo la tristezza e il malumore di sicuro tornerà il sereno e la gioia.
La frase che vedi scritta qui sopra mi è stata di grande aiuto quest'anno. Un po' per il significato che ha, un po' perchè porta con sé persone, profumi e ricordi speciali, ha sempre fatto il suo dovere, ossia è riuscita sempre a spazzare via le nuvole, almeno dal mio viso.

Stop

Mi viene da piangere però devo sfogare la rabbia in altri modi.

Into the Storm



Ieri in banda abbiamo rispolverato una parte che da troppo tempo era soffocata dentro alle nostre cartelline. Si tratta di Into the Storm, ossia Nella Tempesta, di Robert W. Smith. E' un brano bellissimo, pieno di tensione, che ti scaraventa fuori dalla sala prove e ti butta nel mezzo dell'oceano, magari su una zattera tipo quella di Odisseo oppure su un più moderno peschereccio, mentre infuria una tempesta incredibile. Il cielo si scurisce, annunciano le trombe, poi si incomincia a sentire un bubbolio lontano, come il brontolio dei flauti, e poi via via sempre più rumore, sempre più tuoni, forti, spaventosi, si sentono le raffiche, i fischi dei venti, trilli di clarinetti, sassofoni e flauti, diverntare via via sempre più impetuosi, sempre più terribili ma con un colpo di grancassa il temporale finisce e all'orizzonte compare di nuovo il sereno.

Urcamenta!


La Presidenta ha fatto un complimento a me e all'altra flautista. Doman nevega.

lunedì 13 giugno 2011

Sensazione d'estate




Sai quella specie di malinconia che non ti lascia in pace e non sai da dove viene? Ecco, al momento mi prende la pancia... eppure sono contenta, sono in vacanza, faccio le cose che mi piace fare...
Che sia la nostalgia dei campi di girasoli?

Evviva Sant'Antoni'!

C'è un legame particolare che lega la mia famiglia a Sant'Antonio, una simpatia insolito che ci unisce a lui... entrambi i miei nonni infatti si chiamano proprio Antonio (uno lo chiamiamo Toni e l'altro, quello che è mancato, Antonio) e uno dei sette nomi di una delle due nonne è proprio Antonietta. Per questo motivo il mio super nonno Toni ha messo in giardino un grande sasso con la statua del Santo, davanti alla quale nonna tiene sempre acceso un cero e lo invoca in particolare quando perde qualcosa. Di conseguenza oggi in casa è festa grande: grigliata e vino rosso per tutti, perchè così si è sempre fatto, e poi stasera tutti alla processione per le vie del paese vicino.
Buon onomastico a tutti gli Antonio (... e alle Antonia, Antonietta, Antonella...)!

domenica 12 giugno 2011

sabato 11 giugno 2011

Programmi per l'estate




La scuola è ufficialmente finalmente finita, le lezioni di flauto del sabato pomeriggio anche... e ora cosa faccio di tutta questa libertà?
I programmi per l'estate sono i seguenti: mi dedicherò alla mia associazione, spero di viaggiare un po', suonerò con la mia banda e con la mia super dottoressa in chiesina e con lei sistemerò l'armadio delle parti del coretto; darò una sana rassettata alla mia camerina, andrò al mercato il lunedì mattina in paese e il sabato in città, almeno un giorno alla settimana mi sveglierò presto e andrò a camminare con la mia cagnetta in mezzo ai campi, preparerò qualche torta; guarderò dei film, farò uno stage in ospedale e mi documenterò al riguardo. Poi comincerò a pensare alla tesina per il prossimo anno, catalogherò i miei libri, studierò per superare l'esame di teoria della patente, metterò in ordine il dox dei ricordi e scriverò ciò che mi accade in questo posto fantastico. Andrò al mare con le mie compagne di classe, preparerò dei regali, forse farò l'animatrice ai bimbi della scuola di musica ma soprattutto leggerò tantissimo.
E poi spero di riposare un po'...

venerdì 10 giugno 2011

Velkommen hjem Valentina!

La mia amica dispersa Valentina è tornata in patria e io sono felicissima! Tre mesi in Danimarca per l'Erasmus hanno, almeno da parte mia, aumentato l'affetto che già avevo per lei. C'è da dire che non ci si vede tanto spesso però a volte ci sentiamo per telefono e comunque quando ci incontriamo è sempre una grande festa (... in caso andate a rileggere "per gli amici la strada non è mai troppa" scritto ad ottobre). Non vedo l'ora di abbracciare di nuovo lei e l'altra mia amica dispersa, Francesca... voglio sentire il suono della loro risata, i loro accenti così diversi, le loro storie che hanno profumi esotici. Voglio cantare con loro, ridere fino a quando la pancia fa male, raccontare un po' di me nel buio della stanza e alzarmi presto per evitare code in mensa...
Insomma... Velkommen hjem torseona!!!

giovedì 9 giugno 2011

Quello che mi basta per stare bene

Un abbraccio inaspettato ti scalda il cuore quando fuori il cielo brontola.
Oggi abbiamo salutato alcune insegnanti perchè dopodomani finalmente inizieranno le vacanze. Tra queste c'era anche ProfSimo, l'insegnante di religione, una donna tiene davvero molto a noi, sia come allievi, sia come individui. Una prof eccezionale per la passione che mette in quello che fa e per le riflessioni che le sue lezioni scaturiscono in noi (qualche tempo fa abbiamo discusso sul significato dell'espressione "ti voglio bene"). Un po' per la storia personale che ci tiene legate, un po' perchè non mette voti e quindi è "neutrale" e un po' perchè spesso mi sono fermata a parlare con lei di questioni varie, la ritengo una persona importante nella mia esperienza di studentessa e di persona. Insomma, oggi, dopo averci salutati tutti con un gran sorriso è venuta da me e mi ha abbracciata. E io sono rimasta... senza parole. Un abbraccio e il buio nel cuore è diventato luce.
La stessa cosa ho provato nel leggere il post di Annamaria di una decina di giorni fa... Chi se lo aspettava un regalo di compleanno così? Un po' di musica (...Bach, dici niente!) e quelle parole (c'è forse qualcosa di più semplice in questo mondo di bite?) mi hanno fatta sentire davvero felice. (Per questo, Annamaria, GRAZIE GRAZIE GRAZIE).
Sono contenta così...

lunedì 6 giugno 2011

"Va bene così"





Lo avete notato? Quando le persone ci deludono, quando le situazioni non vanno come vorremmo e le persone che ci amano ci fanno notare che dovremmo lottare, farci sentire per protestare, magari vendicarci la risposta che diamo è: "non importa, va bene così". E poi ci chiudiamo nella tristezza di una delusione, nella malinconia. Perchè cosa possiamo fare? Risolveremmo forse qualcosa arrabbiandoci? No. Le persone sbagliano, le cose non possono andarci sempre bene, tanto vale prendere e portare a casa. E se fosse l'atteggiamento sbagliato? E se dovessimo davvero alzarci in piedi e gridare a gran voce "io non ci sto"? Quali potrebbero essere le conseguenze? Se la posta in gioco è alta allora, quasi quasi, il salto si potrebbe anche fare. Ma è un pensiero veloce, che sfiora ci appena.
... e a forza di "va bene così" la vita si riempie di una malinconia difficile da togliere.

sabato 4 giugno 2011

Il saggio degli allievi




Organizzare il saggio è sempre una grande impresa, per il consiglio della nostra banda. Siamo circa 104 allievi e ognuno deve avere il suo spazio, i suoi tre minuti nondipiùperchèsennòandiamoavantifinoanottefonda.
Ieri sera ci siamo trovati tutti in teatro, bimbi piccolini agitati per il loro primo saggio, ragazze più grandi che l'agitazione l'hanno persa da tempo, comunque tutti bellini e ordinati dentro la polo bianca con il logo della banda. Io e i ragazzi più grandi della mia classe di flauto traverso abbiamo suonato tre brani, Allemande d'Angleterre di Gervaise, La Venissienne di Attaignant e Je ne l'ose dire di Certon, tre danze rinascimentali molto carine e molto semplici, scritte originariamente per flauto dolce. C'eravamo solo noi, del resto non ci importava. Ciò che volevamo era eseguire quei pezzi il meglio possibile, pazienza se qualche nota scappava ribelle dalle nostre dita o se l'intonazione non era perfetta. Volevamo, tutti noi, essere catapultati, per tre minuti, in una corte come quella di Lorenzo il Magnifico, piena di opere d'arte e di personaggi famosi, sfarzo e ricchezza... e ci siamo riusciti, a giudicare il sorriso del maestro alla fine del nostro turno.
Ci siamo divertiti, perchè è così che deve essere un saggio, divertente, e abbiamo fatto un po' gli scemi (ma questo è assolutamente normale) improvvisando una specie di coreografia quando alcuni allievi della classe di percussioni hanno suonato "Thriller".
... e anche questa è andata.

Bacchino

Nello scorso post parlavo di un liquore, il bacchino... in effetti non mi sono posta il problema che lo conosceste. Così grazie a Sandramacca colgo l'occasione per parlarvene.
In pratica è un liquore di bacche di lauro (così le chiamano i miei nonni... comunques sono di colore scuro), zucchero e grappa. Dieci cucchiai ogni cento bacche e riempire la bottiglia fino all'orlo. Bisogna lascirare le bottiglie al buio e al fresco muovendole mattina e sera per almeno quaranta giorni, poi si può bere.
I nonni dicono che sia un buon digestivo.

giovedì 2 giugno 2011

Come un rito

Stamani è venuto dai nonni Pasquale, il signore che ogni anno iscrive le persone della mia zona per il viaggio verso Laggiù. Nonna aveva preparato tutti i documenti in cucina e da una parte i bicchierini da liquore e la bottiglia di bacchino per gli uomini e l'aranciata e i bicchieri a fiori per le donne. Una specie di rito, questo, che si ripete ormai da diversi anni. Pasquale si è accomodato a capotavola, come sempre, e con una lentezza quasi sacrale ha estratto la cartellina con i moduli da compilare. Ci sono moduli rosa per il personale, blu per i pellegrini e gialli per gli ammalati. Tra tutte queste possibilità noi abbiamo "scelto" un modulo rosa per me e tre moduli blu per mia nonna e le sue amiche. A quel punto con la stessa precisione e attenzione di Georges Hautcourt (l'avvocato degli Aristogatti) ha tirato fuori la sua penna e abbiamo cominciato con la mia scheda. Nome, cognome, data di nascita blablabla... Il modulo lascia la possibilità di scegliere compagni di viaggio e servizio che si intende prestare una volta arrivati Laggiù. Inutile dire che non mi ha sfiorata il minimo dubbio: il refettorio come lavoro e le mie amiche disperse Francesca e Valentina come compagne di strada, di treno, di servizio, di stanza, di avventura. Firmetta e via, con i moduli di nonna e delle sue amiche e la solfa si è ripetuta altre tre volte. Alla fine Pasquale ha meticolosamente inserito le iscrizioni nella tasca della cartellina per dividerle dalle altre, poi abbiamo parlato di questioni logistiche sorseggiando aranciata e bacchino. Anche per quest'anno la fatica di dettare il codice della tessera sanitaria (non so se anche la vostra come la mia ha un mucchio di zeri) è stata fatta e ho il mio posto sul treno tra le persone a cui voglio bene... non vedo l'ora di partire.

mercoledì 1 giugno 2011

Chicco



Chicco è il primo regalo che ho ricevuto. Un micio giallo con le orecchie gialle e blu e un sonaglio nel suo corpicino dal quale fatico ancora oggi a stare lontana. Ha resistito a lavaggi in lavatrice, traslochi, viaggi e soprattutto a tante lacrime e il suo sorriso ricamato mi calma quando sono agitata. Oggi anche Chicco compie 18 anni... è maggiorenne anche lui! ;) E' un micino sbiadito e non indovineresti mai il suo colore originale se non ci fossero le foto a testimoniarlo. Ha delle macchie sul muso, ricordi dei miei pianti interminabili. Il sonaglio, però, suona ancora e se lo guardo bene sembra sorridermi con la stezza dolcezza di quando ero un fagottino.

Chicco ti voglio bene.






Auguri, LaFlautista






Oggi, esattamente 18 fa.
Mamma racconta di un'alba bellissima, di un saccottino che non si decideva a gridare per fare entrare aria nei polmoni e della scommessa di mia nonna con l'amica fiorista.
Oggi divento grande. E i miei giochi di bambina resteranno chiusi nel baule della soffitta, le foto custodite al sicuro dentro uno scatolone. L'infanzia è definitivamente conclusa, non si torna più indietro.
In questi 18 anni le cose non sempre sono state semplici, a volte sono inciampata e ho collezionato delle autentiche figuracce. Ma sono stata felice. Ho giocato, ho viaggiato, ho colorato. Soprattutto, ho imparato molto. Ho imparato un mucchio di cose meravigliose. Leggere, scrivere... ma al di là di ciò che ti insegnano a scuola, ho appreso molto "sul campo".
Ho imparato a camminare da sola e a testa alta, perchè sono orgogliosa di ciò che sono e ciò che faccio. Ho imparato che l'onestà non è solo un bel vestito da mettere nelle occasioni importanti, che il sorriso è la migliore tra le medicine, che prendere un treno e andare, a volte, è l'unica ancora di salvezza. Ho imparato che un abbraccio cura le ferite del cuore e tiene più caldo di molte pellicce, che un bicchiere di succo di frutta è un buon modo per brindare alla vita, che ciò che si vede non è ciò che è. Ho imparato che per amicizia si macinano chilometri e chilometri senza sentire fatica, che la musica ti impedisce di pensare alle cose brutte e che se sorridi al telefono la persona dall'altra parte del filo sentirà il suo sorriso. Ho imparato che infondo nessuna persona è troppo lontana perchè la luna che vediamo è la stessa, che il tempo è la cosa più preziosa che ci è stata data e che pensare al sole, come suggerisce zia Lisa, fa scappare le preoccupazioni.
Ciò che mi auguro è di imparare ancora tanto.
E poi mi piacerebbe chiudere questo capitolo di vita ringraziando una serie di persone che mi hanno resa felice fino ad ora. Un pensiero quindi alla mia famiglia, a super Erika, ai compagni di classe che si sono succeduti, ai vari insegnanti che ho avuto, alla banda, al coro, in particolare a Giuseppina e Carlo, alla gente del volontariato e un abbraccio extra a zia Lisa e Pier, zia Diana e zio Fernando, Luigina e Anna, il boss, le mie amiche disperse per il mondo Valentina e Francesca, Bruno, Nadia, al gruppo del carrettino, a Daniele; a nonno Antonio, alla gente del gruppo di volontariato di mamma, agli zii e alle zie adottive, a Tella, alle nonne adottive, alla mia amica Maria che abita dall'altra parte del mondo, alla vicina di casa, alla mia omonima, alla mia quasi omonima, a Rob, Tizzicara; a mia santola e a tutti voi che mi seguite in questo posto, in particolare ad Annamaria (grazie grazie grazie): a voi, grazie ragazzi, grazie davvero: è stato più bello con voi.
Se sono ciò che sono, è merito vostro.
Concludo così, ricordando una piccola preghiera che scrissi alla morte del nonno.
"Fa', che niente vada perso per sempre, che ci sia poco di cui dubitare, che abbia qualcosa su cui riflettere, che ci sia abbastanza per condividere e molto di cui essere contenta".
Lo auguro innanzitutto a me... e poi anche a tutti voi.