"Ama e fa' ciò che vuoi".

S. Agostino

mercoledì 31 agosto 2011

Stravolgendo la mia camerina

Insomma lunedì arriva il pittore per ridipingere la mia camerina e la camera di mia mamma. Sto sistemando tutto dento gli scatoloni... un lavorone! Soprattutto perchè ho scoperto di avere più libri del previsto. Senza contare le foto sulle mensole, i cestini-contieni-tutto, i quadri... Ho deciso di cambiare colore della stanza, quindi via il bianco e largo ad un verde salvia chiarissimissimo. Poi, già che ci sono, invertirò il posto della scrivania con quello dell'armadio (nella speranza di avere più luce), metterò una libreria come dico io (da soffitto a pavimento con moduli quadrati non troppo grandi) e ci piazzerò i libri del cuore. Toglierò tutti i quadri che ho adesso (il mio nome in legno, tre puzzle, uno con  le formiche-fumetto, uno con un panda e uno con dei monumenti, un angelo ricamato, una foto di gruppo del primo viaggio Laggiù). Di quello che ho ora, in pratica, resterebbero solo un pinguino a punto croce che mi ha ricamato mamma per il mio primo Natale e la foto del personale di Laggiù del 2008. Quando sarà finita appenderò un quadro del nonno (pensavo a questo)

                              

e forse un puzzle che sia come dico io (niente animali, tramonti più finti dei soldi del Monopoli, paesaggi di montagna improbabili... farò un giretto sul sito della Ravensburger e deciderò con santa pazienza). ...la parte divertente sarà quando dovrò rimettere in piedi la mia camerina e non adesso, che devo sistemare tutto dentro i cartoni. Tuttavia è un'ottima occasione per buttare quello che volevo eliminare da tempo... Ovviamente una volta sistemato tutto al suo posto condividerò volentieri l'opera finita.
Bene. Vado ad inscatolare.

Lady Diana



Non andrà via dai nostri cuori...

Buon Compleanno, Maria

Sei dall'altra parte del mondo, potresti essere mia nonna, non ci vediamo mai, ti piace la matematica... eppure ti voglio bene lo stesso.
Buon compleanno, Maria.

martedì 30 agosto 2011

Non è ancora finita



Prenotare il biglietto del treno verso la Capitale e attendere un'altra avventura nelle ultime briciole di vacanza.

domenica 28 agosto 2011

Il suo compito



"Il canto ha infatti ancora oggi, in alcune etnie cosiddette primitive, il compito di liberare dalla sofferenza, alleviare il dolore"

F. De André

Irene



"Irene, we will survive!"

(E un pensiero alla mia amica Maria)

sabato 27 agosto 2011

Yesss

ANCORA ROMA GENTE!!!!

venerdì 26 agosto 2011

Due settimane da ostetrica



Lo stage in ostetricia è finito... purtroppo. Non che mi piacesse stare in un angolo senza rendermi utile come mi sarebbe piaciuto e fare lo slalom tra gravide e dottori, per carità, però in questi giorni il reparto per me è stato come un guscio protettivo, un nido, quasi. Didatticamente parlando ho visto molto, mi sono fatta un'idea della professione, ho scoperto cose molto interessanti, ho scartoffiato un bel po'insieme alle altre ostetriche, ho imparato a leggere un'ecografia e ho visto nascere dei bambini. Ho capito che l'ostetrica non è solo quella figura che avevo in mente io (la persona che fa nascere i bambini e fine della storia), ma a volte si trova anche a svolgere compiti meno divertenti, come compilare delle cartelle cliniche e fare prelievi, e che il lato difficile del lavoro non è tanto quello di far partorire delle donne, quanto piuttosto quello di mediare tra le pazienti, i medici e il sistema ospedaliero. Dal punto di vista umano, invece ho ricevuto tanti consigli, tanta forza, tanta speranza. Da questi giorni ho capito questo: se la tua professione è quella dell'ostetrica, al di là delle carte da compilare e dei disguidi con i dottori, tu hai in mano il futuro. Un bambino è il futuro, la speranza che il mondo con lui, per lui, grazie a lui, diventi più bello. E'un miracolo e tu sei solo una delle tante persone che gli girano in torno, perciò non devi aspettarti né medaglie né onori vari.
Il reparto è un microcosmo organizzato e ognuno ha in esso il suo posto preciso. Non mi sono mai sentita un peso per nessuno, a qualunque mia domanda ho trovato risposta, ho scambiato un po' di vita con le altre ostetriche, con i medici e le oss. Mi sono sentita un po'utile anche se per ovvi motivi non potevo toccare niente di mia iniziativa, ho imparato, ho preso un po' di coscienza, sono diventata un po' più grande. Di questa esperienza, oltre ad una mascherina e al mio cartellino identificativo, porterò con me la semplicità di un bambino che dorme, il trambusto delle modulistiche e i ferri per il cesareo, ma soprattutto il battito di un cuore piccolo piccolo, le lacrime di un papà che per la prima volta vede sua figlia...
Percorrendo per l'ultima volta il corridoio del reparto ho salutato mentalmente tutte le mamme e i loro figli, gli ambulatori, la sala d'attesa e il cucinino del personale.
Mi rimarrà nel cuore, tutto questo. Per molto, molto tempo.
Anche se nella vita non dovessi diventare ostetrica.
Grazie ad Alessandra, Ilaria, Veronica, Chiara, Caterina,Laura, Coralba, Francesca, Maddalena, Donatella, Mary, Sara, Luisa, Elisabetta, Lorenza.
Grazie, grazie davvero.

mercoledì 24 agosto 2011

Poi è nata



Sto facendo uno stage nel reparto di ostetricia e ginecologia dell'ospedale della mia città (sono parzialmente interessata alla questione, l'altra parte del mio cuore è negli scavi archeologici), e in questi giorni non è successo molto, ho visto solo scartoffie e cartelle cliniche passare di mano in mano. Ho visto due nascite solo il primo giorno, poi calma piatta. Stamani però è arrivata Grace, dopo tanta attesa, tanto dolore e tante preghiere. Eravamo in sala parto, un mucchio di medici, ostetriche e infermiere intorno alla signora (c'era anche il marito), io, la stagista, sulla porta della stanza. Poi è nata. Semplicemente. E il suo papà, appena l'ha vista si è inginocchiato e ha cominciato a ringraziare a viva voce il Cielo per il suo regalo. In quel momento mi sembrava di essere in mezzo ad un prato, appoggiata non allo stipite di una porta ma al tronco di una quercia. E' stato come se il mondo si fosse illuminato un po' di più, che avesse sorriso un po' alla nuova arrivata. Questo papà in lacrime dalla felicità in ginocchio nel mezzo di una sala parto mi ha fatto tanta tenerezza. Mi sarebbe piaciuto mettermi accanto a lui e cantare, portarlo al nido e fargli vedere per bene la sua bambina. Ma l'unica cosa che sono riuscita a fare è stato un sorriso.
Benvenuta, piccola Grace. Vieni, vieni che ti facciamo posto. Vieni, che di sole ce n'è anche per te.

martedì 23 agosto 2011

Saltiamo nel vuoto

Le prove con la mia dottoressa organista sono finalmente ricominciate e la chiesina è un'ottimo riparo dalla canicola e dalla quotidianità. Abbiamo cominciato a studiare le parti che suoneremo a Natale. quest'anno il maestro ha proposto l'Alleluia e il Tollite Hostias dall'Oratorio di Natale di Camille Saint-Saens... un'ottima sfida! Per il resto miglioremo il repertorio dello scorso anno. L'atmosfera che ho ritrovato è sempre la solita, rassicurante e familiare... bello. Insomma, abbiamo provato questa musica senza preoccuparci troppo della gente intorno, del mondo al di fuori della chiesina. Oggi la mia dottoressa ha incontrato per caso una signora che quel pomeriggio è passata mentre noi suonavamo e le ha detto che ascoltandoci ha trascorso una mezz'ora indimenticabile. E' questo che intendo quando dico che la musica non fa bene solo a me, ma anche agli altri. Anche se non è perfetta è importante che qualcuno la colga, che la faccia sua. Suonando saltiamo nel vuoto che c'è fuori e dentro di noi. E speriamo che qualcuno ci prenda in mano...

domenica 21 agosto 2011

Non sono capace



Non sono capace di nascondere quello che penso, ma non tanto con le parole, quanto con gli occhi. Dico una cosa ma il mio viso ne dice un'altra. La gente se ne accorge e scatta il putiferio. A me dispiace... sarebbe tanto comodo che espressione e voce andassero d'accordo... però è proprio una cosa più forte di me, come quando metti il pepe sotto il naso e ti viene da starnutire.

Sono una donnina limitata, almeno di questo me ne rendo conto.

Finito!!!


E' stata dura, ma ce l'ho fatta.

giovedì 18 agosto 2011

Pensieri diversi

Non importa se le vostre aspettative per me non sono quelle che io ho per me stessa. Il futuro che mi si prospetterà magari non sarà roseo come quello che sperate per me, non avrò certezze dal domani, tutto sarà instabile. Mi inventerò qualche cosa, darò nuova vita alle mie capacità, moltiplicherò i miei talenti. Non sono fatta per stare chiusa in uno sgabuzzino a scartoffiare o dentro una clinica a diagnosticare malattie rare, capitemi. Forse non avrò mai un lavoro sicuro, un sacco di soldi nel conto in banca... ma avrò la felicità nelle tasche dei miei jeans ed è questo ciò che per me conta.

domenica 14 agosto 2011

Prendila sul serio




Prendila sul serio [la vita]
ma sul serio a tal punto
che a settant'anni, ad esempio, pianterai degli ulivi
non perchè restino ai tuoi figli
ma perchè non crederai alla morte
pur temendola,
e la vita sulla bilancia
peserà di più.

sabato 13 agosto 2011

Niente di meglio

Il giusto modo per dare tono alla giornata: una sciarpetta rossa.

venerdì 12 agosto 2011

L'umanità davanti a me

Laggiù ho passato alcune ore immobile davanti alla Grotta a guardare la gente passare. Ero proprio attratta dalle persone... sapeste di quante cose mi sono accorta! Ho notato che ognuno ha la camminata diversa dagli altri. Chi ha un passo lento, chi più veloce; chi ritmico, chi sconnesso; chi si aiuta con un bastone, chi davanti a sé ha una carrozzina da spingere. Ho visto pellegrini di qualsiasi età e provenienza e vestiti in qualsiasi modo: bambine indiane vestite come bamboline di rosa e di rosso, giovani spagnoli con le magliette della GMG, coppie con la tuta da moto, ragazze inglesi con gonne troppo corte per un santuario, uomini con la cravatta o la polo verde, vecchiette con lo scialle giallo. Volontari con divise di tutti i colori: giacche blu e cravatte blu e rosse, grembiuli bianchi, veli bianchi, veli blu, magliette nere, traverse bianche, baschi rossi, baschi bianchi, bandane a righine... Persone completamente diverse le une dalle altre, eppure avevano tutti quel qualche cosa in comune. Forse lo sguardo? Beh, ho visto occhi sicuri, in lacrime, pieni di curiosità, pronti a lasciare la spugna... Forse la ragione che le ha portate lì davanti? Ci sono milioni di ragioni differenti che ti portano a vivere un'esperienza simile... Non lo so. Eppure c'era, c'era un denominatore comune.

Senza parole

Perchè è necessario che le persone parlino sempre? Io sono per il silenzio.
Al limite un sussurro.

Fuori, dentro

Ricordi di una notte di mezza estate.
La nostalgia del nonno che brucia forte, essere lontano da casa e non avere neanche una foto per ricordarlo. Con gli occhi rigati di lacrime cerco zia Lisa nel suo scomparto, è da sola, e posso tuffare la mia testa sulla sua spalla. Fuori infuoca il tramonto su Montecarlo e sulla Costa Azzurra. Fuori mille vite, dentro una vita: la mia. Fuori il rumore delle macchine, dentro il silenzio delle mie lacrime. Fuori il caos, le luci, il mare; dentro, la lucidità dei ricordi, il buio di dicembre, la neve delle montagne. Fuori, un amore ingarbugliato; dentro, l'affetto che lega. Fuori tanta gente; dentro, solo due.
La colonna sonora è il rumore ritmico delle ruote sulle rotaie.
La sensazione di non essere sola.

Foto

Vi lascio qualche foto di questi giorni passati lontano dal mondo... bacini!


Il mio scomparto


Nella pensierosa


L'immagine della dolcezza


Panchine


Angolazioni insolite


giovedì 11 agosto 2011

Chiara



Buona festa a tutte le Chiara del mondo!

Mitica Dianella

"E gira gira gira l'elica!

Romba il motor!

Questa è la nostra vita con delle gioie e dei dolor!"

mercoledì 10 agosto 2011

Anna Maria canta in cielo

Uscendo dal refettorio, un giorno di questi, sento vibrare il telefono. E' strano, con mamma avevamo concordato che ci saremmo sentite esclusivamente all'arrivo a Lourdes e alla partenza del treno dalla Francia... nel displey compare invece il nome di Giuseppina, la mia dottoressa organista. Clicco "visualizza" e all'istante compare il messaggio: "Tesoro ti devo dare una brutta notizia: ieri è morta Anna Maria, la nostra contralto. Se n'è andata nel sonno, non ha sofferto". Sono rimasta senza parole, l'ascensore che mi stava portando a mangiare, nonostante le notevoli dimensioni, era diventato troppo piccolo. Volevo andare alla Grotta di corsa, e urlare davanti alla statua bianca il mio "perchè?", chiederle di ridarci la nostra Anna... non mi sarebbe interessato niente dei sorveglianti che intimano il silenzio, della gente che mi avrebbe preso per matta. Non l'ho fatto. Ho mangiato in silenzio la mia torta al cocco (mi si era chiuso lo stomaco) e mi sono incamminata verso Massabielle con un peso incredibile nel cuore, l'incredulità era nella mia incapacità di proferir parola. Ho pensato, ho pensato... Anna Maria, 45 anni, sana come un pesce, va a dormire dopo il turno in ospedale e non si sveglia più. Ma che senso ha? Anna Maria, mia prima contalto, canta ancora con noi dal cielo e guida la nostra musica, la nostra voce verso l'alto. Sia il nostro un canto non di lamento perchè ci sei stata tolta, ma di ringraziamento, perchè abbiamo avuto la possibilità di camminare accanto a te.

In arrivo




Sono appena tornata da una settimana faticosa e sensazionale, in cui sono successe un mucchio di cose. Nelle gambe ho ancora il dondolio del treno e negli orecchi un' Ave Maria cantata con una candela in mano. Sono partita con un bagaglio invisibile piuttosto pesante, carico di amarezze, paure e pregiudizi: credevo che il lavoro avrebbe dovuto essere organizzato come pensavo io, che le persone avrebbero dovuto comportarsi in un determinato modo... nella valigia del ritorno invece ho sistemato comprensione, pazienza, consapevolezza, speranze per il futuro. Nel giro di pochi giorni ho capito infatti che ciò che faccio non vale solo per l' hic et nunc, ma anche per il futuro: il mio dare da mangiare alla signora disabile, portare in tavola un piatto di pasta non è un'azione fine a sé stessa, un punto fermo nel presente: si proietta in avanti, io stessa mi proietto in avanti e costruisco adesso ciò che sarò domani.
Non avere il mio basco blu in testa mi ha fatta sentire uguale alle altre. Gli anni scorsi era semplice ricoscermi anche da lontano, notarmi subito fra la folla. Quest'anno invece per riconoscermi bisognava venirmi vicino. Durante le processioni ero in mezzo alle mie amiche, con i guanti da rappresentanza, la borsetta blu e le calze bianche: non c'ero semplicemente io ma c'ero io con gli altri, diversa per ciò che sono e non per ciò che appaio... è stata una bella scoperta, ho allargato i miei orizzonti.
E' stata una settimana ricca e intensa, una parentesi che si è chiusa troppo in fretta. Ora ricomincia la solita vita, ma io, in tasca, ho qualcosa in più: più forza, più coraggio e più sorrisi da dispensare. Mi sono ricarcata per bene, non ho pensato a niente come mi ero ripromessa di fare... però non vedo già l'ora di tornare dalla mia panchina, Laggiù.

mercoledì 3 agosto 2011

In partenza

Ho appena finito di preparare la mia valigia e ho acceso il computer per salutarvi... domattina alle nove si parte! Chissà cosa mi aspetta quest'anno... di sicuro tanto lavoro, il refettorio, la mia panchina, il profumo di treno e il mio velo bianco. Spero di essere una spugna e raccogliere il massimo da questa settimana di "ritorno a casa". Per questo motivo non ho infilato in valigia né un libro né l'mp3: voglio tenere occhi, orecchi, ma soprattutto cuore ben aperti e fare il carico delle batterie. Ho proprio bisogno di cambiare completamente aria, di prendermi un po' di tempo solo per me e dimenticare almeno per un po' tutto quello che c'è a casa: non voglio sentir parlare, in questi giorni, di genitori, di scuola, università. Con la mia armatura di cotone voglio ascoltare e ascolarmi, parlare e parlarmi, rendermi utile, abbracciare... insomma, prendere una boccata d'aria.
Vi porto con me e vi penserò, Laggiù, mentre scarrozzerò le taniche d'acqua da una parte all'altra della città.
Fra una settimana sarò di nuovo a casa... a presto!

martedì 2 agosto 2011

Le foto del cugino

Oggi sono andata in gita con il mio cuginetto e non ho tardato a scoprire che era particolarmente attratto dalla mia macchina fotografica. Di seguito, le foto che ha scattato lui... A proposito, ha solo 4 anni.