Ultimi respiri di 2010... e poi via, verso l'ignoto 2011.
E' tempo di bilanci, ovviamente. E allora ecco i miei.
A luglio è nato questo angolo di web, un evento (posso chiamarlo così) che mi ha dato modo di scoprire diverse persone, imparare molte cose nuove.
Ci sono stati dei viaggi, tutti in Italia eccetto quello Laggiù. Ho rivisto l'Urbe, che tanto mi era rimasta nel cuore, ho scoperto le Dolomiti e ho visto una Venezia luminosa sotto i fuochi del Redentore. Mi sono emozionata davanti all'affresco "La scuola di Atene" nella biblioteca dei Musei Vaticani, ho visto un bosco e una cascatina all'ombra degli alberi. Laggiù mi sono riscoperta forte e capace di organizzare un lavoro, ho ritrovato la voglia di sognare e di immaginare un mondo migliore.
Ho adottato zii e zie, ho ritrovato in persone su cui non avrei mai scommesso dei punti d'appoggio importanti. Ho ricevuto molti abbracci, ho preso un treno e sono partita alla volta della Città dell'Amicizia. Ho capito che sono importante e molte volte posso contare solo sul mio aiuto.
Musicalmente ho imparato a non avere paura di note troppo acute e di passaggi ingarbugliati. Ho imparato a farmi da parte e a non suonare sempre forte. Ho capito che posso farmi sentire anche se il mio flauto non suona.
Momenti negativi ce ne sono stati diversi ma la musica, la scrittura e il sorriso mi hanno dato modo di superarli alla grande.
Spero di averti ancora con me, lettore, in questo nuovo, sconosciuto anno.
"Ama e fa' ciò che vuoi".
S. Agostino
giovedì 30 dicembre 2010
mercoledì 29 dicembre 2010
L'ultimo concerto dell'anno
Ultima fatica dell'anno con la banda: il concerto di fine anno di ieri sera.

Mesi di lavoro, infinite ore di prove a casa e in sala, discussioni accese per decidere qualsiasi cosa (anche il colore delle calze) per... una serata molto bella.
Il programma era intenso, con brani come Toyland Suite di Ferrer Ferran della durata di oltre 17 minuti. Però è una suite molto allegra che il compositore ha dedicato a suo figlio: i brani che raccoglie hanno il ritmo dell'infanzia; sopra a queste musiche abbiamo proiettato i disegni che l'iniziativa "Il futuro racconta la banda" ha raccolto. Si tratta di 77 disegni dei bambini della musica d'insieme e degli allievi della nostra scuola di musica in cui i nostri piccoli musicisti hanno rappresentato cos'è per loro la banda. Abbiamo visto quindi sfilate, strumenti, direttori, torte, note, chiavi di violino e così via.
Il giorno dell'ultimo concerto è sempre un giorno di magia, per me.
Le ragazze fanno la coda dall'unica parrucchiera del paese, gli strumenti si lucidano e c'è un gran fermento, dietro il sipario: innumerevoli giri di intonazione, sistemazione delle parti, prove delle luci, prove delle presentazioni...
Fino a quando... il drappo rosso si apre, le luci del palco si alzano e la platea è un'infinito buio e silenzioso.
Poi arriva la direttrice e allora incominciamo a prendere forma e suono. E in quel momento esistiamo solo io, il mio flauto, il mio spartito e la bacchetta della maestra. Niente altro. Questo equilibrio si rompe solo quando si accendono le luci in platea per il discorso del sindaco e provi a cercare i tuoi amici, quelli che conosci. Io ieri li ho visti subito: il coro intero nella terza fila della seconda metà della sala, la mia compagna di banco un po' più avanti e la gente del gruppo di volontariato sulla sinistra. Ecco la bellezza del concerto: avere coloro a cui vuoi bene davanti a te, pronti ad applaudirti anche se stoni.
Il momento più bello è stato, forse, quello in nel quale la direttrice, Elena, ha premiato il suo papà, Primo, con un attestato di ringraziamento per i 15 anni di servizio nella nostra banda e con una medaglia d'argento che la regione dà ad alcuni, speciali, musicisti. Un momento di famiglia vera, della quale mi sono sentita parte anch'io, questa volta.
Concluso il concerto, dopo l'ultima doppia stanghetta, sistemato il mio flauto, mi ha accolta un mare di abbracci. Tutti qui, insieme, per me. Sono stata contenta di vedere soprattutto la mia compagna di banco e il mio coro e la mia mitica "regina madre", l'organista del coretto.
Il coro mi ha regalato questo bellissimo mazzetto di rose e porgendomelo, una soprano mi ha detto la cosa più bella che mi è stata detta ieri: "Per questa banda sei solo un numero perchè ci sono tante persone e tanti flauti, ma per noi sei la ragazzetta che ci manca se per caso non viene a prove, che possiamo abbracciare ogni volta che abbiamo bisogno d'affetto".
E poi... poi è finita e ognuno, io compresa, se n'è andato a letto con tanta armonia nel cuore.
domenica 26 dicembre 2010
Natale
Come hai trascorso il Natale?
Io la notte del 24 ho suonato in ospedale inaugurando così il mio flauto nuovo di zecca, lucido e brillante che ci si poteva specchiare. E' stato bellissimo: poche stonature, intonazione ottima, belle persone intorno. La notte di Natale porta sempre molta magia con sé. Andare a tempo, insieme, cantare e suonare come prima non avevamo mai fatto... il sorriso e l'applauso della gente sono stati per noi il regalo più grande. Anzi, forse c'è qualcosa di più. La certezza che la Speranza è venuta al mondo sentendo le note della nostra Piva e del Gaudete è stato il premio più grande per mesi di intenso lavoro, studio e arrabbiature varie. Ma alla fine ce l'abbiamo fatta. Alla fine mi sono dovuta ricredere: il maestro aveva ragione, con i violini il tutto ha avuto più senso.
Una notte di poesia.
Ieri invece ho letto In nome della madre, di Erri De Luca.
Un libro natalizio, che racconta la gravidanza di Miriàm dal suo punto di vista di donna che sta per diventare madre, che non capisce a pieno ciò che sta vivendo. Parla del marito Iosef e del piccolo Ieshu che viene al mondo in una stalla. Miriàm parla con freschezza, cerca di comprendere quello che le sta intorno. Un libro commovente, a tratti.
E questo è uno dei miei passi preferiti:
"Signore del mondo, benedetto, ascolta la preghira della tua serva che adesso è una madre. [...] Noi pensremo a trovargli una moglie, lui mi metterà sulle ginocchia una squadra di figli. [...] Fa' che abbia difetti, non si occupi di politica, vada d'accordo con i Romani e con tutti quelli che verranno a fare i padroni in casa nostra, nella nostra terra. Non ho più visto il messaggero: è segno che lascerai fare a me e a Iosef? Certo, ce ne occupiamo noi. Fa' solo che questo bambino sia nesuno nella tua storia, fa' che sia un uomo semplice, contento di esserlo e che si arrabbi soltanto con le mosche".
E per concludere ieri sera sono andata al concerto di Natale della banda della mia amica flautista Valentina. Sono stati molto bravi, brani divertenti, presentatore simpatico... ma la cosa più bella è stata rivedere la mia amica dopo qualche mese. Ovviamente lei verrà al concerto della mia banda martedì. E' bello andare a sentire i concerti degli altri, confrontarsi, prendere spunti... e poi due ore di sana musica fanno bene al cuore.
Ecco.
Buona contuazione in questi giorni di festa!
Io la notte del 24 ho suonato in ospedale inaugurando così il mio flauto nuovo di zecca, lucido e brillante che ci si poteva specchiare. E' stato bellissimo: poche stonature, intonazione ottima, belle persone intorno. La notte di Natale porta sempre molta magia con sé. Andare a tempo, insieme, cantare e suonare come prima non avevamo mai fatto... il sorriso e l'applauso della gente sono stati per noi il regalo più grande. Anzi, forse c'è qualcosa di più. La certezza che la Speranza è venuta al mondo sentendo le note della nostra Piva e del Gaudete è stato il premio più grande per mesi di intenso lavoro, studio e arrabbiature varie. Ma alla fine ce l'abbiamo fatta. Alla fine mi sono dovuta ricredere: il maestro aveva ragione, con i violini il tutto ha avuto più senso.
Una notte di poesia.
Ieri invece ho letto In nome della madre, di Erri De Luca.
Un libro natalizio, che racconta la gravidanza di Miriàm dal suo punto di vista di donna che sta per diventare madre, che non capisce a pieno ciò che sta vivendo. Parla del marito Iosef e del piccolo Ieshu che viene al mondo in una stalla. Miriàm parla con freschezza, cerca di comprendere quello che le sta intorno. Un libro commovente, a tratti.
E questo è uno dei miei passi preferiti:
"Signore del mondo, benedetto, ascolta la preghira della tua serva che adesso è una madre. [...] Noi pensremo a trovargli una moglie, lui mi metterà sulle ginocchia una squadra di figli. [...] Fa' che abbia difetti, non si occupi di politica, vada d'accordo con i Romani e con tutti quelli che verranno a fare i padroni in casa nostra, nella nostra terra. Non ho più visto il messaggero: è segno che lascerai fare a me e a Iosef? Certo, ce ne occupiamo noi. Fa' solo che questo bambino sia nesuno nella tua storia, fa' che sia un uomo semplice, contento di esserlo e che si arrabbi soltanto con le mosche".
E per concludere ieri sera sono andata al concerto di Natale della banda della mia amica flautista Valentina. Sono stati molto bravi, brani divertenti, presentatore simpatico... ma la cosa più bella è stata rivedere la mia amica dopo qualche mese. Ovviamente lei verrà al concerto della mia banda martedì. E' bello andare a sentire i concerti degli altri, confrontarsi, prendere spunti... e poi due ore di sana musica fanno bene al cuore.
Ecco.
Buona contuazione in questi giorni di festa!
sabato 25 dicembre 2010
giovedì 23 dicembre 2010
Natale e...
Natale e dentro al cuore sentimenti contrastanti. Natale e la musica del mio flauto. Natale e il coretto. Natale e il presepe. Natale e la dolcezza delle persone a cui vuoi bene. Natale e la luce dentro agli occhi. Natale e la pioggia. Natale e la speranza. Natale e la famiglia. Natale e le canzoni. Natale e il profumo di panettone. Natale e il sorriso sul viso. Natale e la camicetta bianca. Natale e gli sms. Natale e le belle parole. Natale e gli angeli. Natale e Betlemme. Natale e Babbo Natale. Natale e la pace. Natale e una lacrima. Natale e i ricordi di un altro Natale. Natale e i mandarini. Natale e i pacchetti. Natale e la magia. Natale e la voglia di stare insieme.
Natale e...
Auguri, miei cari. Di cuore.
LaFlautista
mercoledì 22 dicembre 2010
Mi sono persa
Non mi trovo più, non so dove sono finita.
La pioggia, il Natale, il clima di famiglia che a casa non riesco a respirare, la gelosia, l'invidia. Ho cercato ovunque, ma niente da fare. Dov'è LaFlautista cortese, diligente, sicura di quello che vuole? Uffa, questo tempaccio mi mette di cattivo umore. Non riesco a portare a termine neanche una delle mille cose che devo fare.
Mi sono persa. E non so dove cercarmi.
La pioggia, il Natale, il clima di famiglia che a casa non riesco a respirare, la gelosia, l'invidia. Ho cercato ovunque, ma niente da fare. Dov'è LaFlautista cortese, diligente, sicura di quello che vuole? Uffa, questo tempaccio mi mette di cattivo umore. Non riesco a portare a termine neanche una delle mille cose che devo fare.
Mi sono persa. E non so dove cercarmi.
sabato 18 dicembre 2010
Ultima candela
Oggi accendiamo l'ultima candela dell'Avvento. L'attesa sta per finire, la settimana prossima arriverà Natale. E ci sarà modo di sperare ancora in un mondo più bello, in una vita colma di cose che contano. Natale è una nascita nuova, il desiderio di pace che prende forma in un minuscolo Bambino, è stare insieme.
Mi piacerebbe fare di più questa domenica, qualcosa di bello... ma i libri mi tengono ferma sulla scrivania. Fino al 22 non si molla la presa.
Con lo spirito del Natale nel cuore vado a cercare di capire chimica.
Buona domenica!
Mi piacerebbe fare di più questa domenica, qualcosa di bello... ma i libri mi tengono ferma sulla scrivania. Fino al 22 non si molla la presa.
Con lo spirito del Natale nel cuore vado a cercare di capire chimica.
Buona domenica!
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