"Ama e fa' ciò che vuoi".

S. Agostino

domenica 9 gennaio 2011

Vita di Galileo


"Vita di Galileo" di Bertolt Brecht è un testo drammatico in quindici scene che parla della vita e della carriera dello scienziato.
Dapprima Galileo è docente presso l'università di Padova, poi si trasfersce nella medicea Firenze.
All'inizio però le risorse economiche non sono molte, anche perchè spende i suoi soldi per comprare nuovi libri e il lavoro presso l'università non gli frutta molto. Un giorno però, Ludovico Marsili, giovane di ricca famiglia venuto dall'Olanda, parla a Galileo di un nuovo strumento, un tubo formato da due lenti che permette di vedere tutto più vicino e che si trova già ad Amsterdam. Galileo non ci pensa due volte e con l'aiuto del giovane discepolo Andrea ne costruisce uno che venderà come una sua invenzione alla Serenissima. (La quale, in seguito, scoprirà che è già sul mercato ma non prenderà provvedimenti).
Con il suo nuovo strumento, il telescopio, Galileo scopre dei fenomeni celesti che confermerebbero le teorie di Copernico: la Luna è molto simile alla Terra, che, come gli altri pianeti, non brilla di luce propria; Giove ha delle lune; ma soprattutto conferma che la Terra non è stabile al centro dell'universo, ma è un puntino, uno tra tanti, che ruota attorno al sole. Questa affermazione, come è noto, gli costerà cara. Infatti nel marzo del 1616 l'Inquisizione pone all'indice le teorie copernicane, nel 1633 la stessa Inquisizione convoca a Roma Galileo e nel giugno dello stesso anno lo scienziato, per paura degli strumenti di tortura, abiura la sua dottrina. Il discepolo Andrea non la prende bene perchè Galileo non ha difeso i suoi studi e il suo lavoro.
Galileo trascorre gli ultimi anni della sua vita a Firenze, dove continuerà a studiare e dove, di nascosto, scriverà il suo ultimo grande manoscritto: "Discorsi su due nuove scienze: la meccanica e la caduta dei gravi". Manoscritto, questo che donerà ad Andrea quando lo verrà a salutare per la prima volta dopo il giorno in cui ha abiurato per dirgli che andrà in Olanda a studiare. Il maestro dimostra così al discepolo che non ha completamente disertato, ma ha assolto all'unico imperativo della scienza: "contribuire alla scienza".
Il mio giudizio è più che positivo.
Il testo è scorrevole e i temi quantomai attuali, sotto certi aspetti. Il dibattito su determinate tematiche (ovviamente diverse da quelle di un tempo) tra scienza e religione è vivo ancora oggi. Puntando il suo telescopio verso il cielo, Galileo vuole scoprire cosa lo circonda, credere solo ai suoi occhi, seppur offuscati, per capire, per non restare nell'ignoranza, per scoprire la verità che "è figlia del tempo, non dell'autorità".

2 commenti:

  1. Mi permetto un Off Topic solo per avvisarti che ho "premiato" il tuo blog

    http://provetecnichedisogni.blogspot.com/2011/01/premio-sunshine-awards.html

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  2. Interessante la tua recensione...
    Baciotteri

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