"Ama e fa' ciò che vuoi".

S. Agostino

sabato 14 luglio 2012

Il mio viaggio di maturità


Pensado alla meta per il mio viaggio di maturità ho puntato il dito sull'atlante e ho detto. "Voglio andare qui". Firenze. La città di Dante, Lorenzo il Magnifico, Guicciardini, Michelangelo, solo per citarne alcuni. Una città che ho sempre visto solo di passaggio, non troppo lontano da casa, accessibile e comodamente raggiungibile, ma così piena di tante cose belle, così densa ed intrisa d'arte che non potevo lasciarmela sfuggire. Da piazza della Signoria agli Uffizi, dall'Accademia al bugnato di Palazzo Strozzi (che io credevo fosse una creatura mitologica), dallo Spedale degli Innocenti a Palazzo Medici Riccadi, da San Lorenzo a Santa Croce, dal Duomo a Santa Maria Novella mi sono lasciata trasportare per due giorni intensi e veloci, ero a mio agio nel caldo, tra la folla assiepata davanti ad un quadro, in fila con delle ragazze marchigiane, seduta su una pachina ad ammirare Firenze da Piazzale Michelangelo. Non mi sono mai sentita fuori posto, neanche nel mezzo di un'onda di giapponesi. Via dopo via, museo dopo museo tutto ciò che per tanto tempo era stato solo un' immagine si è concretizzato davanti ai miei occhi stupiti, come i libri pop-up. Non so dire cosa mi abbia stregato in particolare, ma non posso fare a meno di dire quanto sia rimasta incantata davanti all'Annunciazione di Martini, alla Nascita di Venere e alla Primavera di Botticelli, al David di Michelangelo, alla Crocifissione di Masaccio. Statue, affreschi, tavole e tele che non ti stancheresti mai di guardare... forse è proprio questo che fa di un oggetto d'artigianato un'opera d'arte: un orologio, ad esempio, per quanto ben costruito, sarà sempre e solo un orologio; ma un quadro, se l'artista è capace, non è solo tela: racconta la storia di un'epoca, trasmette sensazioni, sa essere nuovo ad ogni sguardo. Firenze, in due giorni, mi ha insegnato questo.

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