"Ama e fa' ciò che vuoi".

S. Agostino

lunedì 7 febbraio 2011

Stylish blogger Award


Festeggio il post numero 100 con questo premio conferitomi da Marta Traverso (che ringrazio). Il premio prevede che vi sveli sette cose di me. Cominciamo.
1. Quando mangio in una pizzeria per la prima volta ordino sempre la margherita perchè la fanno tutti ed è un modo infallibile per distinguere le pizzerie buone da quelle che non lo sono tanto. Stessa cosa per il gelato: in una nuonva gelateria il primo gelato che compro è sempre quello al limone o alla fragola. Se poi il gelato è buono opto per la mela verde.
2. Adoro ogni tipo di sciarpa e foulard e mi piace portarli sia in inverno che in estate.
3. Dopo ogni libro impegnativo ho bisogno di leggere un "libro-insalata" che spolvera la mente. Ad esempio dopo aver letto "I segreti della Sistina" adesso sto leggendo (o meglio, rileggendo) "Col cavolo" di Luciana Littizzetto
4. Mi piacciono moltissimo gli orecchini e le collane. Non spendo i miei soldi per queste cose ma ne ho accumulate abbastanza negli anni. Ho un paio di orecchini a perla e una collana con un brillantino che uso tutti giorni, ma mi piace mettere qualcosa di diverso in base alle occasioni speciali. La collana più "preziosa" che ho è quella che mio nonno ha regalato a mia nonna per il fidanzamento e che lei non ha mai indossato (tre fili di perle nere allungate).
5. In camera davanti al letto ho attaccato delle frasi che mi sono state dette e che mi danno forza ogni mattina quando mi sveglio.
6. Mi vesto bene per le persone che mi vogliono bene.
7. Quando studio mi piace mettere la musica di Bach.
Lascio il premio a disposizione di tutti!

sabato 5 febbraio 2011

Voglio


Io voglio il nonno.
Voglio che tutto torni come prima, voglio che tutto torni indietro.
Voglio le margherite, i colori, il bloc notes e le penne blu. Voglio gli arachidi, le storie, i pennelli e la carta carbone. Voglio i pastelli e i colori ad olio, le tele e le cornici. Voglio i biscotti al limone, le caramelle al miele, la coperta scozzese e i centrini. Voglio l'orzo, il centrotavola, i quadri. Voglio i cani del vicino, la pioggia di foglie di acacia, le medaglie. Voglio le foto, i compiti di matematica, i giochi al parco, l'alfabeto. Voglio gli abbracci, i pomeriggi d'estate e l'albero di Natale.
Non puoi proprio tornare qui?
Io voglio te.
Qui.
Adesso.
Per favore.

Giornata di orientamento - conclusione


Fine della settimana di orientamento, tempo di tirare le somme.
In questi giorni ho capito che da grande voglio fare l'archeologa o sistemare i dipinti rovinati. Ho capito che esistono archittetti "junior", di "serie B", liberi professionisti. Ho capito che i mosaicisti si tagliano da soli le tesserine e si producono la colla. Ho capito che è possibile avere una cucina completamente riciclabile.
A parte questo.
Le domande che avevo una settimana fa sono cambiate, ad alcune ho dato una risposta, se ne sono agiunte altre... ma la risposta di queste è più "pratica", basterà un po' di informazione, qualche ricerca.
Sono soddisfatta. Ma la strada è appena cominciata,però almeno vedo un po' oltre alle mie scarpe.

Vorrei concludere con un passo tratto da uno dei miei libri preferiti, Va' dove ti porta il cuore di Susanna Tamaro.



"E quando poi davanti a te si apriranno tante strade e non saprai quale prendere, non imboccarne una a caso, ma siediti e aspetta. Respira con la profondità fiduciosa con cui hai respirato il giorno in cui sei venuta al mondo, senza farti distrarre da nulla, aspetta e aspetta ancora. Stai ferma, in silenzio, e ascolta il tuo cuore. Quando poi ti parla, alzati e va' dove lui ti porta".


giovedì 3 febbraio 2011

Userei i colori

Se non ci fossero le parole usereri i colori.

E questi giorni sarebbero azzurri, come il cielo del mattino. Come il profumo di fresco di nuovo, di futuro.
E la città sarebbe grigio perla con dei tocchi arancioni, come i riflessi del primo sole sui palazzi.
E la musica sarebbe indaco, la letteratura bianco panna.
E l'amicizia arancione, verde erba la scuola.
La paura sarebbe di un nero intenso, l'ansia giallo limone.
E le risate sarebbero rosse e i pianti blu.
E userei le mani, per dipingere, butterei i pennelli. Perchè è più bello pasticciarsi di colore e di vita.
Che gran tavolozza, questo tempo.


(Chiedo scusa, sono febbricitante)

mercoledì 2 febbraio 2011

Giornata di orientamento number three


Oggi siamo andati allo IUAV di Venezia. Interessante? Non tanto... Ma guardate che scorcio: del resto Venezia è sempre Venezia, anche per noi che ne conosciamo ogni calle e ogni campo (più o meno). La parte più divertente della giornata è stato il viaggio di ritorno in treno. Sedute vicino ad una ragazza di un'altra classe io e le mie compagne abbiamo giocato a "nomidicoseanimaliecittà".
Rendiamoci conto.

martedì 1 febbraio 2011

Una telefonata dal paradiso

DRIIIIIIIIIIN!

"Pronto?"
"Ciao Folletto..."
"Folletto?"
"..."
"Nonno! Ciao!"
"Ciao Folletto. Senti, ascolta il nonno. Segui il tuo cuore e non sforzarti di trovare fili rossi, se non ci sono. Sorridi e scrivi. Leggi, che è importante. Tira su la testa quando scrivi. E ama più che puoi."
"Nonno, fatti sentire più spesso, ho bisogno della tua voce. Guarda la famiglia disastrata e pensaci tu..."
"Folletto, come va a scuola?"
"Dovresti saperlo meglio di me, come va, nonno... comunque me la cavo, dai. Ti porterò la pagella."
"Ah sì, giusto. Scusa ma adesso devo andare. C'è tanta gente che deve telefonare, qui".
"Vado anch'io, nonno. Salutami quelli che conosco".
"..."
"Nonno?"
"Sì?"
"Ti voglio bene".
"Folletto, ti voglio bene anch'io".
"Grazie nonno"
"Fa' la brava".

DRIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIN!

"LaFlautista!!! Svegliaaa!!!"

Giornata di orientamento number two

Oggi siamo andati alla facoltà di Lettere e Filosofia. Presentazione del corso, sbocchi occupazionali blablabla... Fino a che...
Ci hanno portato in un laboratorio di archeologia (all'interno di un palazzo dell'800 tutto stuccato): disegni, resti, pezzi di ossa, vetro, ceramica, tessere di mosaico. UNA MERAVIGLIA! Strumenti stranissimi, oggetti schedati, libri di storia. Bellissimo. E poi ci hanno portati nel laboratorio di restauro e anche lì, cavoli, sono rimasta senza parole. Dipinti, colori, pennelli, fogli... sono rimasta a bocca aperta. Forse perchè non ci studio ancora con quelle cose, forse perchè per me è tutto completamente nuovo. Ma mi è piaciuto moltissimo.
"Possibilità di stage all'Accademia delle Belle Arti o nei siti di scavo a sporcarsi le mani".
Vengo. Io ci sono. Mi diplomo e arrivo.
Tenetemi un posto in seconda fila, per cortesia.